
Parco Lineare sul Rio Is Cungiaus
Ogni fiume custodisce una memoria. È il segno più antico del paesaggio, un'infrastruttura naturale capace di raccontare la storia dei luoghi e di orientarne il futuro. Per troppo tempo il Rio Is Cungiaus ha rappresentato un margine, una cesura tra parti di città cresciute senza riconoscersi reciprocamente. Il progetto nasce dalla volontà di ribaltare questa condizione, restituendo al fiume il ruolo di protagonista e trasformandolo in un nuovo spazio di relazione tra uomo, natura e ambiente urbano.
Il masterplan interpreta il corso d'acqua come una vera e propria infrastruttura paesaggistica, capace di integrare esigenze ecologiche, idrauliche, sociali e urbane in un unico sistema coerente. La rinaturalizzazione dell'alveo, il recupero degli habitat esistenti, la realizzazione di bacini di laminazione e aree umide, insieme alla costruzione di un esteso parco lineare, generano un paesaggio resiliente in cui le opere per la sicurezza idraulica non costituiscono elementi tecnici isolati, ma diventano parte integrante dell'esperienza dello spazio pubblico.
L'intervento ricuce il rapporto tra il centro storico di Quartucciu, le nuove espansioni residenziali e il sistema ambientale del Parco di Molentargius, riconfigurando il fiume come asse di continuità ecologica e urbana. Una rete di percorsi ciclopedonali, passerelle, piazze verdi, aree per lo sport, spazi dedicati all'educazione ambientale e luoghi di sosta accompagna il visitatore lungo un paesaggio in continua trasformazione, dove la presenza dell'acqua scandisce il ritmo degli spazi e delle stagioni. Il progetto propone un nuovo modello di spazio pubblico, nel quale la biodiversità diventa parte integrante della vita quotidiana della città. Le specie vegetali autoctone, la fitodepurazione naturale, i materiali permeabili e le strategie di gestione sostenibile delle acque contribuiscono a ricostruire un ecosistema capace di migliorare la qualità ambientale, favorire la fauna locale e rafforzare la resilienza del territorio rispetto ai cambiamenti climatici.
Più che un parco, il progetto immagina una nuova geografia urbana. Un paesaggio vivo, in cui natura e città smettono di essere elementi contrapposti e tornano a dialogare, costruendo un luogo capace di accogliere il tempo, le persone e le trasformazioni del territorio.
